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Fili riassorbibili

Con il tempo la pelle perde tonicità, le guance si infossano, il mento perde volume ed il viso si allarga verso il basso. Il risultato è una “V capovolta.”

Per combattere il cedimento dei tessuti, soprattutto nella parte inferiore del volto, un altro strumento molto innovativo è rappresentato dai fili di trazione e da quelli di biostimolazione.

Fili di biostimolazione

I fili di biostimolazione, completamente riassorbibili, non hanno effetto di trazione ma essendo composti solitamente in PDO, (vedi sopra) promuovono la formazione di nuovo collagene ed elastina , consentendo un miglioramento progressivo della compattezza e vitalità della pelle.

L’effetto del trattamento non è immediato, ma lo si può apprezzare a distanza di 3/4 mesi dall’impianto.

Rispetto ai fili di trazione questi sono di più facile inserimento e il trattamento e’ molto più veloce e meno invasivo. 

In pratica questi fili sono collocati dentro un ago (vedi immagine sotto) che può avere lunghezze diverse a seconda della lunghezza del filo che si vuole utilizzare.

Ne vengono inserite a decine (da 30 a 60 in unica seduta) in modo da:
  • formare un reticolo (pavimentazione) nel derma che dà sostegno a causa della fibrosi che la pelle crea intorno al filo (osservate l’immagine sotto);
  • restituire un po’ di tono alla pelle flaccida, non solo per gli effetti di stimolazione innescati dal materiale di cui i fili sono composti, ma anche grazie ad un meccanismo di riparazione dei tessuti che la pelle innesca dopo un qualsiasi trauma. 

Gli aghi vengono inseriti e lasciati il tempo necessario perché il filo si “depositi” nella pelle e poi sfilati. Ha pochi effetti collaterali a parte qualche piccolo ematoma e arrossamento e sono soprattutto molto economici.

Il momento ideale per ricorrere a questo trattamento antiage è quello in cui si manifestano i primi segni di invecchiamento, con rughe sottili e minimi cedimenti cutanei, dopodiché è meglio ricorrere ai fili di trazione.

Fili di trazione

L’utilizzo dei fili per la trazione ed il riposizionamento dei tessuti del viso risale a molti anni fa, ma i primi esperimenti effettuati con fili non riassorbibili, non dettero risultati ottimali. Infatti proprio per come erano concepiti venivano inseriti troppo superficialmente.

Questo comportava che l’effetto stiramento della pelle durasse per un periodo troppo breve, inoltre erano parzialmente visibili o tendevano a spostarsi dal punto di inserimento.

Esistono diversi tipi di fili di trazione riassorbibili e non riassorbibili composti da materiali di tipo diverso.

Quelli comunemente in uso oggi sono composti da materiali completamente riassorbibili e bio compatibili, solitamente acido polilattico, (ma anche PDO-polidiossanone, Acido Glicolico di cui sono composti i coni, Caprolactone associato all’acido polilattico), tutti biostimolanti, e sfruttano, sia la reazione fibrotica che la pelle crea intorno al filo, sia la trazione che i fili esercitano dopo il loro inserimento ancorandosi al tessuto, grazie ai coni bidirezionali o ancore o “barbe” di cui sono dotati, e consentendo il risollevamento e il riposizionamento della cute.

Questi fili hanno vari vantaggi:
  • “sollevano” i tessuti (appunto mediante i coni o le ancore) creando un effetto lifting immediato
  • “spianano” le rughe
  • sono biostimolanti grazie all’azione dell’acido polilattico o degli altri materiali di cui sono composti.
I fili in acido polilattico. L’acido Polilattico è uno dei più potenti biostimolanti che esistano ad oggi sul mercato estetico.

Quest’ultimo provoca una notevole stimolazione della produzione del collagene tipo I (non è quello che abbiamo da giovani, ma comunque un collagene capace di sostenere la pelle e renderla più tonica).

Questo tipo di fili non sostituiscono il lifting  tradizionale (anche se la maggior parte dei siti consultati li considera una valida alternativa) sono ideali per sollevare (moderatamente) la pelle scivolata giù negli anni, a patto che questa non sia troppo in eccesso e di conseguenza troppo pesante da sollevare.

L’effetto lifting (molto soft) è immediato, mentre l’effetto di rigenerazione del collagene è successivo e la biostimolazione, dovuta all’acido polilattico che viene lentamente degradato, rende la pelle nei mesi successivi al trattamento più tonica e luminosa.

Questi fili sono particolarmente adatti a quei pazienti che hanno un grado di rilassamento lieve.  Si riassorbono in circa  10/12mesi.

I fili composti da acido polilattico e Caprolactone oltre a garantire un potente effetto biostimolante, permettono attraverso la presenza del caprolactone, materiale anch’esso totalmente biocompatibile e riassorbibile, un rilascio molto graduale e costante dell’acido polilattico per un lungo periodo di tempo, 360 giorni circa.

Sono sicuramente quelli che hanno “tenuta” maggiore degli altri, ma risulta molto difficile parlarne poiché sono moltissimi ed ognuno con una modalità di inserimento differente.

La loro capacita di trazione può arrivare a  circa 2 anni.

I fili in PDO- polidiossanone possono invece avere effetto di trazione e biostimolazione, oppure essere esclusivamente biostimolanti. Il PDO polidiossanone è un materiale di origine sintetica, utilizzato sia in chirurgia generale che in chirurgia cardiovascolare già da molti anni per i fili di sutura, si tratta quindi di un materiale assolutamente sicuro, completamente riassorbibile e che non procura allergie.

È caratterizzato da un lento riassorbimento (circa 180 gg) e da lunga tenuta. Con l’utilizzo dei fili in PDO dopo circa 1/2 settimane dal trattamento, si ha un effetto stimolante sulla produzione del collagene con conseguente miglioramento dell’aspetto della pelle.

Questo processo continua fino al riassorbimento dei fili, che avviene dopo circa 6-8 mesi. Gli effetti estetici invece durano 12-18 mesi proprio a causa dell’effetto biostimolante.

I fili riassorbibili attualmente disponibili sul mercato sono moltissimi ognuno con delle peculiarità che li rendono particolarmente adatti ad ogni singola situazione.

La bravura del medico consiste di volta in volta nella giusta scelta del prodotto da utilizzare in relazione al risultato che si vuole ottenere e al distretto bel corpo in cui devono essere inseriti.

Come avviene il trattamento

Il filo viene inserito, lungo precise linee di tensione cutanee, mediante un ago guida molto sottile (ago cannula a punta smussa), attraverso un piccolo foro che il medico pratica con un ago molto piccolo per crearsi una via di acceso (tecnica analoga a quella utilizzata  nei trattamenti a base di acido ialuronico di cui ho già parlato nell’articolo “I fillers”).

Una volta effettuato l’inserimento, il filo viene tirato verso l’alto di una misura pari all’effetto che si vuole ottenere e i coni o le ancore (spine) si aggrappano alla pelle trazionandola.

Alla fine del trattamento il filo che fuoriesce dalla pelle nel suo punto di inserimento viene tagliato.

Come ho già sottolineato esistono molti tipi di fili di trazione che si differenziano non solo per il materiale di cui sono composti, ma anche per l’ago guida che in alcuni casi può essere curvo, in altri retto, altri fili ancora hanno un doppio ago, uno ad ogni estremità del filo e possono avere un numero differente di coni.

Inoltre variano sia per diametro che per lunghezza (possono arrivare fino a 20 cm), in modo da poter essere utilizzati nelle differenti zone con differente capacità trazione, ma la modalità di inserimento è molto simile per tutti.

Si tratta di procedure ambulatoriali rapide e sicure, che consentono l’immediata ripresa delle attività; i fili di trazione vengono infatti inseriti in profondità ma in modo non traumatico.

Il trattamento viene effettuato iniettando un po’ di anestetico localmente nella zona in cui il filo deve essere inserito, a volte anche lungo il suo percorso e nel punto di uscita.

Nella stessa seduta si possono inserire più fili per lato del viso, oppure in sedute successive, fino a raggiungere l’effetto desiderato.

L’effetto di trazione dura all’incirca 8/12 mesi effetto che può variare in relazione allo stile di vita di una persona.

Mentre il miglioramento generale dell’aspetto del viso dovuto sia all’effetto dell’acido polilattico che al processo di fibrosi, i quali contribuiscono a ricompattare e tonificare la pelle, può durare oltre l’anno.

Una volta terminato l’effetto il trattamento è quindi ripetibile.

Zone dove può avvenire l’inserimento dei fili

I fili possono essere inseriti per sollevare:
  • la zona mandibolare
  • gli zigomi
  • tutta la zona del collo
  • il sopracciglio
  • molte zone del corpo soggette a lassita’ cutanea come ad esempio interno cosce, interno braccia, addome, seno, glutei.
In pratica con questo tipo di trattamento si riesce a ridefinire tutto l’ovale del viso, ritardando l’eventuale ricorso alla chirurgia. La scelta tra i diversi tipi di fili dipende dal risultato che si vuole ottenere e dal distretto del corpo in cui devono essere inseriti.

Scelta tra di diversi tipi di trattamento : fillers, tossina botulinica o fili di trazione?

Negli articoli precedenti ho parlato di due strumenti molto efficaci per migliorare l’aspetto del nostro viso e la scelta tra i vari tipi di trattamenti dipende innanzitutto dalla zona che vogliamo migliorare.
  • tossina botulinica: consente il trattamento della zona della fronte e perioculare dando sicuramente uno sguardo più fresco e giovanile al volto con il ripristino dell’apertura dello sguardo, in modo veloce efficace e sicuro.
  • fillers: consentono il ripristino dei volumi della parte mediana e inferiore del volto.
Limite di queste procedure è rappresentato dalla scarsa possibilità di ripristinare il contorno del viso nel suo complesso.

Infatti se nella zona dello zigomo e delle tempie si possono ripristinare i volumi perduti attraverso l’utilizzo di fillers, nella zona mandibolare e nella zona del collo il trattamento è più complesso con percentuale di successo inferiore.

L’acido  ialuronico, strumento validissimo, perché oltre a riempire e a dare volume, stimola la produzione di collagene, ha alcuni limiti: nella parte inferiore del viso non può essere iniettato in quantità eccessiva proprio perché, avendo questa capacità di riempimento (gonfia) e tende ad accentuare la forma del viso a V rovesciata.

Inoltre, nelle pelli mature che presentano una lassità molto accentuata, troppo ialuronico tende ad appesantire e far scivolare ancora più in giù il viso. Guardiamo la prima immagine sopra, quella a destra.

Vedete che il viso presenta delle rughe nasolabiali molto accentuate (sembra quasi che la pelle si sia ripiegata su se stessa).

In realtà non è un problema legato alla pelle che si è segnata, ma al suo scivolamento verso il basso.

Se con lo ialuronico il medico andasse a riempire le rughe nasolabiali, non farebbe altro che peggiorare la situazione.

Appesantirebbe maggiormente la zona, tirando ancora più in giù la pelle (lo ialuronico “pesa” e la forza di gravità lo spinge verso il basso).

Lo stesso discorso vale anche per le rughe vicino alla bocca o la zona mandibolare.

In questo caso un approccio corretto sarebbe quello di utilizzare prima i fili di trazione per ripristinare i contorni del viso e poi successivamente iniettare acido ialuronico nelle zone che rimangono svuotate.

Cosa accade dopo il trattamento?

Il trattamento non lascia cicatrici (non ci sono incisioni), ma si possono avere ematomi e gonfiore nella zona trattata (a me che li ho inseriti nella zona mandibolare è venuto un ematoma profondo lungo tutto il percorso del filo) otre a lievi plicature (pelle piegata nel punto di trazione del filo), che scompaiono in 3/4 giorni.

I tessuti rimangono sensibilizzati per una settimana circa e ci può essere una riduzione della mobilità della zona trattata (ad esempio se vengono inseriti vicino alla bocca o nella zona mandibolare si può avere difficoltà nei primi giorni a masticare, a ridere e ad aprire completamente la bocca).

È consigliato infatti non esasperare i movimenti, ma di assecondarli in relazione alla trazione che si percepisce, per evitare di compromettere il risultato del trattamento.

Se, come già sottolineato in precedenza negli altri articoli e per gli altri trattamenti esaminati, è sempre di fondamentale importanza affidarsi a medici competenti, in questo caso lo è ancora di più. Si tratta infatti di una pratica semi chirurgica, in cui il medico deve conoscere bene l’anatomia del viso oltre che essere dotato di esperienza e manualità.

Questo permetterà, in primo luogo, di evitare che possano venire danneggiati vasi sanguigni e nervi, evento che potrebbe verificarsi se il filo venisse inserito alla profondità sbagliata e di poter ottenere l’effetto lifting desiderato, realizzabile solamente attraverso l’inserimento corretto dei fili che deve avvenire seguendo linee geometriche ben definite.

Precauzioni da osservare dopo il trattamento

Il trattamento consente immediatamente il ritorno alle normali attività, ma è consigliabile:
  • astenersi da attività fisica intensa per un periodo che può andare da una a tre settimane in base al numero dei fili inseriti e alla zona in cui sono stati inseriti per evitare eccessive contrazioni muscolari (a me che li ho inseriti nella zona mandibolare è stato consigliato, da parte di un medico di stare a riposo da attività fisica per 3/4 giorni, da parte di un altro mi è stato consentito di riprendere subito qualunque tipo di attività);
  • evitare di massaggiare troppo energicamente la zona in cui i fili sono stati inseriti ( anche il semplice lavaggio del viso deve essere fatto con delicatezza);
  • evitare saune, sole, lampade solari e tutto ciò che crea “calore”. 
  • evitare per la prima settimana successiva al trattamento movimenti esasperati dei muscoli facciali (dovevo andare dal dentista e mi è stato sconsigliato).